FEDERITALY a INNOWEEK 2026: dalla Dieta Mediterranea alla Mediterranean Economy
10 ott 2026

FEDERITALY a INNOWEEK 2026: dalla Dieta Mediterranea alla Mediterranean Economy

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Nel corso della manifestazione, il Presidente di Federitaly Carlo Verdone è intervenuto con il talk dal titolo “Dalla Dieta Mediterranea alla Mediterranean Economy: trasformare uno stile di vita in valore per il Made in Italy”, sviluppando una riflessione che ha spostato l’attenzione dalla sola dimensione nutrizionale della Dieta Mediterranea alla sua capacità di generare valore economico, occupazione e nuove prospettive di sviluppo territoriale.

«Quando parliamo di Dieta Mediterranea – ha spiegato Verdone – non possiamo limitarci a guardare ciò che arriva nel piatto. Dietro ogni prodotto ci sono imprese, territori, competenze, tecniche di coltivazione, tradizioni produttive e saperi che spesso attraversano generazioni. Se vogliamo tutelare davvero la Dieta Mediterranea dobbiamo tutelare anche il sistema produttivo che la rende possibile».

Un sistema che, in larga parte, vive proprio grazie alle micro e piccole imprese agricole e agroalimentari diffuse nei territori italiani.

Secondo Federitaly, queste realtà rappresentano veri e propri avamposti della Dieta Mediterranea, non soltanto perché producono gli alimenti che ne costituiscono la base, ma perché custodiscono biodiversità, metodi di lavorazione, cultivar, tecniche agricole e culture produttive che rischiano di essere progressivamente disperse.

La tutela della Dieta Mediterranea assume quindi anche una dimensione economica e industriale.

«Non possiamo difendere gli effetti positivi della Dieta Mediterranea sulla salute senza interrogarci su come vengono prodotti gli alimenti che la compongono», ha sottolineato Verdone. «La qualità delle materie prime, il rispetto del terreno, l’utilizzo responsabile di fertilizzanti e prodotti fitosanitari, la tutela della biodiversità e la corretta trasformazione sono parte integrante di quel modello. La genuinità della Dieta Mediterranea comincia molto prima di arrivare sulle nostre tavole».

Da qui il passaggio centrale proposto dal Presidente di Federitaly: trasformare la Dieta Mediterranea in una vera e propria Mediterranean Economy.

Un modello economico capace di mettere in relazione agricoltura, agroalimentare, ristorazione, turismo, ospitalità, cultura, artigianato, benessere e valorizzazione territoriale.

Una prospettiva particolarmente significativa per le aree interne del Mezzogiorno, dove alla fragilità economica e demografica corrisponde spesso una straordinaria ricchezza di tradizioni, produzioni locali, biodiversità e patrimonio culturale.

«Abbiamo territori che vengono definiti fragili e che, in realtà, possiedono alcuni degli asset più ricercati dall’economia contemporanea: autenticità, qualità alimentare, paesaggio, cultura, benessere, tradizione. Il problema è trasformare questi asset in economia reale», ha dichiarato Verdone.

Nel suo intervento, il Presidente di Federitaly ha quindi avanzato la proposta di costruire veri e propri Distretti della Dieta Mediterranea, soprattutto nelle aree interne del Sud Italia.

Non semplici distretti agricoli, ma ecosistemi territoriali capaci di aggregare imprese agroalimentari, strutture ricettive, ristorazione, turismo esperienziale, cultura e artigianato.

L’obiettivo dovrebbe essere quello di trasformare il territorio da semplice somma di attività economiche a sistema riconoscibile e competitivo.

«Non basta mettere insieme le imprese e chiamarle distretto», ha osservato Verdone. «Bisogna fornire loro gli strumenti per raggiungere il mercato. Una microimpresa può avere un prodotto straordinario, ma non possiamo pretendere che abbia contemporaneamente un export manager, una struttura marketing, competenze digitali, una rete logistica e relazioni con buyer internazionali».

Da qui la necessità di accompagnare la nascita dei distretti con strumenti comuni per la promozione internazionale, l’export, il commercio digitale, la logistica, la partecipazione alle fiere e il contatto con buyer e distributori.

Particolare attenzione, secondo Federitaly, dovrebbe essere riservata alle imprese giovanili che decidono di investire nelle filiere legate alla Dieta Mediterranea, recuperando produzioni tradizionali e integrandole con nuovi modelli di impresa.

Il sostegno, tuttavia, non può limitarsi alla fase di avvio.

«Finanziare la nascita di un’impresa e poi lasciarla sola davanti al mercato significa spesso finanziarne soltanto la sopravvivenza temporanea. Il vero sostegno consiste nell’accompagnarla fino al mercato», ha affermato Verdone.

Secondo questa impostazione, alle politiche di incentivo dovrebbero quindi affiancarsi servizi condivisi di promozione, export, logistica e commercializzazione.

Il principio indicato da Federitaly è semplice: non finanziare soltanto chi produce, ma finanziare anche la capacità di arrivare al mercato.

La Mediterranean Economy può così diventare anche uno strumento concreto contro lo spopolamento delle aree interne.

Per Federitaly, infatti, la questione demografica non può essere affrontata esclusivamente attraverso incentivi alla residenza o misure assistenziali, ma costruendo condizioni economiche capaci di permettere a giovani, famiglie e imprese di progettare il proprio futuro nei territori.

«La vera politica per le aree interne non consiste nel convincere le persone a restare», ha concluso Verdone. «Consiste nel dare loro una ragione economica per farlo. La Dieta Mediterranea ci ha insegnato per secoli come vivere meglio. La sfida della Mediterranean Economy è fare in modo che possa aiutarci anche a far vivere meglio i nostri territori: non soltanto più a lungo, ma con più lavoro, più impresa e più futuro».

La presenza di Federitaly a INNOWEEK 2026 si inserisce così nel percorso della Federazione volto a promuovere una nuova cultura del Made in Italy, nella quale identità produttiva, qualità, sostenibilità, tutela delle filiere e capacità di accesso ai mercati diventino elementi di una stessa strategia di sviluppo.

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