RIFORMA DEGLI IMBALLAGGI E IMPATTO SUL MADE IN ITALY

La proposta di Regolamento sugli imballaggi presentata dalla Commissione europea il 30 novembre scorso ha l’obiettivo di tutelare l’ambiente, il suolo e il mare, promuovendo il riciclaggio di qualità e il minor consumo di risorse naturali. Tuttavia, alcuni critici sostengono che le misure del Regolamento rischiano di mettere in difficoltà il “mondo del riciclo” e di causare danni alle filiere strategiche del made in Italy, in particolare alle imprese e alle cooperative agricole e della filiera alimentare. Inoltre, il sistema del deposito cauzionale proposto, che mira a incentivare il riuso dei contenitori, potrebbe costare fino a dieci volte di più dell’attuale raccolta differenziata, senza garantire effetti migliori per il riciclo e l’impatto ambientale.

La proposta di riforma prevede di inserire sui prodotti etichette che indicano di quali materiali è composto l’imballaggio, a quali rifiuti conferirlo e quanta percentuale di materiale di riciclo è stata utilizzata oltre all’informazione relativa al deposito cauzionale.

Il sistema produttivo italiano sta facendo grandi sforzi per adeguarsi alle regole di una maggiore sostenibilità ambientale ma questa riforma prevede costi altissimi in tempi  troppo brevi per essere sopportato da aziende che stanno vivendo una situazione di crisi quasi strutturale.

Bisogna prevedere un sistema di incentivi economici e sostegni alle filiere coinvolte per facilitare una transizione “green” che non metta in ginocchio il “made in Italy: asset strategico fondamentale per la nostra economia.

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